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Spazio alla poesia dei giovani

Alcuni studenti con Giovanna Cristina Vivinetto testimonial di Young Poetry 2018

Young Poetry è un progetto avviato nel 2018 dall’associazione La Corte dei Poeti per sostenere la creatività dei giovani degli istituti superiori mantovani. Con tale proposta si vuole offrire loro la possibilità di essere inseriti in una vera e propria antologia poetica: una vetrina concreta per promuovere il loro impegno nella scrittura.

Il progetto Young Poetry è assai articolato nella sua fase preparatoria e prevede interventi dei soci de La Corte dei Poeti all’interno delle varie scuole. Alcune di queste avviano regolarmente percorsi didattici ad hoc nel corso dell’anno scolastico.

Il volume Young Poetry – La creatività degli studenti mantovani verrà pubblicato per il terzo anno consecutivo e sarà presentato nell’ambito di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio, sesta edizione. L’appuntamento è programmato per venerdì 22 maggio 2020 alle ore 10 presso l’Auditorium del Conservatorio Lucio Campiani.

Si tratta di un libro con tutti i crismi, pubblicato da Gilgamesh Edizioni, con regolare codice ISBN in vista della distribuzione nazionale. Il testo sarà distribuito gratuitamente a tutti i giovani autori e ai loro insegnanti durante la mattinata dedicata al mondo della scuola; gli studenti potranno proporre al pubblico e ai tanti poeti italiani e stranieri ospiti della rassegna Mantova Poesia i loro componimenti, preventivamente raccolte in vista della pubblicazione.

In questi tempi mediamente impoetici, si ritiene importante sollecitare, nella didattica e non solo, la lettura e la scrittura di testi poetici, per aprire ai valori di rigenerazione ed emancipazione insiti nel testo creativo. Se è vero che in ogni scuola superiore, specialmente liceale, sono basilari i corsi di letteratura, è altrettanto vero che ben raramente – e non istituzionalmente – si dà spazio alla scrittura creativa. Eppure, l’età scolare che coincide con l’adolescenza è caratterizzata da una potente, talvolta prepotente ansia espressiva. D’accordo, è assai importante la conoscenza dei grandi scrittori, così come la loro contestualizzazione storico-culturale; ed è indispensabile cominciare da una fase di fruizione consapevole. Resta comunque per lo più inesplorata la pratica dell’imitazione, magari dell’emulazione di modelli autorevoli da parte dei discenti. Proprio quest’ultima pratica costituisce l’avvio di percorsi personali che si auspica possano forgiare nuovi, validi amanti (praticanti) della scrittura lirica.

La lingua che la comunicazione quotidiana rende obbligatoria e corriva è ben lungi dall’esaurire le potenzialità espressive. È un fatto che negli ultimi anni il vocabolario collettivo si sia smagrito, appiattito, involgarito, a partire da quello dei media; perlopiù si usano le medesime parole o locuzioni, la maggioranza delle persone significano il proprio pensiero nello stesso modo, tanto da far dubitare che esistano opinioni davvero personali. Ma l’individuo è per definizione singolare, e per divenire plurale ha necessità di confrontarsi con altre individualità; qui sta il punto: solo nel domandare o rispondere, precisare od obiettare, ribadire o contestare ci si mette in gioco. La categoria sociologica della “maggioranza silenziosa”, che poi finisce per coincidere con una truppa qualunquista che parla in playback, va contraddetta; gli artisti e gli intellettuali questo hanno sempre fatto. Non si tratta di politica, almeno non in senso stretto; si tratta piuttosto di affermare il diritto a interpretare la realtà secondo il proprio punto di vista. Né si vuol auspicare l’originalità ad ogni costo; piuttosto, l’originarietà. Per esempio una frase, una battuta di dialogo, un verso di uno scrittore possono illuminare perché se ne riconosce il punto d’origine, a differenza del luogo comune, di cui nessuno può attribuirsi la paternità. La poesia consiste in una definizione degli oggetti o degli eventi così peculiare, orientata, firmata da non potersi confondere con altre definizioni, pur altrettanto legittime. E da poesia nasce poesia, perché la descrizione di un fenomeno diventa a sua volta un fenomeno passibile a sua volta di descrizione. Inoltre un lettore attento, sapendo riconoscere l’autore, si rende disponibile a misurarsi con lui; cosicché è virtualmente poeta anche chi di un componimento sa fornire la sua interpretazione.

Di seguito riportiamo l’elenco delle istituzioni scolastiche coinvolte nella produzione dei testi presenti nell’antologia 2020: Liceo Scientifico Belfiore; Istituto Superiore Carlo D’Arco – Isabella d’Este; Fondazione Enaip Lombardia; Istituto Superiore Bonomi Mazzolari; Ipsia Vinci; Liceo Classico e Linguistico Virgilio; Istituto Manzoni di Suzzara.

I referenti del progetto per La Corte dei Poeti sono Luigi Caracciolo e Marisa Pini.