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Il motivo del sogno – di Carla Villagrossi

- Carla Villagrossi -

Dall’Antologia del Premio nazionale Terra di Virgilio 2019

11 maggio 2019

La veglia è un altro sogno
che sogna di non sognare
Jorge Louis Borges

L’Antologia del Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio, oltre a raccogliere le poesie degli autori vincitori, menzionati e segnalati, vuole anche sottolineare le relazioni di equivalenza tra le due sezioni previste dal bando trovando un campo di consonanza tra loro che diventa l’argomento tematico di un convegno dedicato.

Quest’anno il titolo dell’incontro è Poetica del Sogno con interventi di Luciana Bianchera, supervisore a indirizzo psicoanalitico, docente del corso di laurea di Educatore Professionale a Mantova, responsabile scientifico della formazione di Solco Mantova; Giancarlo Stoccoro, poeta, psichiatra e psicoterapeuta esperto nelle tematiche e nelle tecniche del Social Dreaming; Francesco Stoppa, psicoanalista, membro del Forum Lacaniano in Italia e docente dell’Istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti.

L’obiettivo di questo momento di approfondimento tematco è quello di esplorare gli ambiti della poesia in riferimento al sogno inteso come processo di stimolo  dell’immaginazione artistica, nonché come suggerimento alla raffigurazione di un mondo che ricorre al simbolo e all’immagine poetica per esprimersi e raccontare.

Le due sezioni, Vita di scienza e d’arte e L’ozio degli attivi, incontrano dunque il sogno, unità di misura e dismisura delle esperienze creative, luce ultima delle emozioni, bilancia delle parole che ri-nascono dalla sorgente nel lavoro onirico, costruzioni simboliche assimilabili all’esperienza estetica (ed estatica) intesa come forma dello stupore.

Nel sogno, come nella poesia, parole, immagini e note costruiscono un’architettura che sfugge alle regole temporali e logiche, per assumere le sembianze di una realtà non misurabile. Un viaggio verso altri mondi. Nel sogno e nella poesia la coscienza compie un’esperienza di esilio dalle apparenze della veglia che accettiamo come realtà; questo esodo conduce la mente e l’anima in una dimensione ove regna una nuova coscienza che non separa i diversi aspetti della vita reale da cui il sogno attinge forza, anche quando questi stessi aspetti sono dissonanti. Il sogno trasforma, intreccia, svela, adombra, illumina e allude. Ispira, insegna, annuncia. “Il sogno non si occupa mai di inezie; non permettiamo alle quisquilie di disturbarci nel sonno” scriveva Sigmund Freud.

La valenza del sogno non è quindi trascurabile. Il sogno agisce anche nella veglia, che si sia tentato di interpretarlo oppure no. La sua influenza è comunque reale, anche se i piani di lavoro degli esiti onirici saranno differenti in funzione del loro emergere alla coscienza o del loro confondersi indisturbato nelle ombre dell’inconscio.

I racconti singolari dei poeti, arricchiscono la geografia della scrittura con l’inesauribile forza trasformativa della scena onirica, dando respiro pieno al teatro dei desideri e osservando le proprie paure che in numerosi componimenti prendono forma.

I diversi piani di realtà degli autori presenti nell’antologia mostrano l’aspetto intimamente e naturalmente creativo della vita: la curiosità (intellettuale) è ineludibile e porta a cercare e poi a trovare, anche solo nuove illusioni.

La parola all’interno del setting poetico si espande, non limita la ricchezza del contenuto onirico, ma ne protegge anzi il significato utilizzando come medium della comunicazione l’immagine, il suono, l’emozione. Quasi un’imitazione o una parodia del sogno, ma nel contempo il superamento della realtà stessa del momento onirico attraverso la qualificazione e la trasfigurazione che accadono nella scrittura: precisa, sintetica, sublimante, meditata.

All’atto del risveglio da un sonno carezzato dal sogno è comune il lamento per la rapidità con cui scompaiono le immagini e le situazioni appena vissute. Spesso del viaggio onirico resterà niente o quasi nella coscienza, magari un’inesprimibile impressione. Viceversa il viaggio poetico lascia segni che permettono di imaginare l’emozione con cui un verso è stato scritto, anche se modulate dallo studio del poeta su quel verso. Una poesia è composta da più strofe, ed ecco che interviene la possibilità di letture orizzontali e verticali del testo, quelle che seguono il racconto e quelle che si intrufolano nelle sue pieghe, tra le sue ombre e tra i suoi segreti. Dentro il sogno e dentro la poesia: un percorso che procede su binari paralleli, anche se fatti di luci ed essenze diverse, che si possono indagare in coppia rilevando le coincidenze possibili.

Diciamo di una ricettività incantata del sogno e della poesia che Luciana Bianchera, Giancarlo Stoccoro, Francesco Stoppa sviluppano nei loro contributi partendo da diversi punti di vista, incrociando i contenuti metaforici e simbolici del sogno. Un linguaggio che attraversa qualsiasi frontiera, anche la più temuta.